Dalla tradizione al vasetto: una rivisitazione elegant-chic-frufrù degli intramontabili persi pien, il più classico dei dolci preparati da QUALUNQUE nonna piemontese. Una versione destrutturata, se vogliamo fare i fighi. Certi che le signore nonne ci perdoneranno, dopo averla assaggiata.
La rosa canina è uno dei prodotti più tipici e particolari dela Valle Maira. Fiore delicato ma resistente, cresce alle pendici dei monti. Viene rigorosamente raccolta a mano, dopo aver allietato la vista di camminatori ed esploratori in estate. L'autunno è il periodo in cui Daniele, con cura e pazienza, la raccoglie e ne fa la sua deliziosa marmellata. Ottima per farcire una crostata, per dare un pizzico di brio ad un pezzetto di formaggio o, semplicemente, spalmata sul pane.
Bacche di rosa canina, zucchero, vino moscato*
*contiene solfiti
Caraglio, alle pendici della valle, è la patria di un aglio rinomato. Da questo, si ricava questa stuzzicante crema spalmabile, sorprendentemente leggera e vellutata, che ben si presta agli abbinamenti più disparati: dalla carne alle verdure, dal pesce ai formaggi o, semplicemente, adagiata su una fetta di pane.
Olio di semi girasole, latte, 30% di aglio di Caraglio, aceto di mele, sale, basilico Una volta aperta conservare in frigo e consumare entro 10 giorni.
Caraglio, alle pendici della valle, è la patria di un aglio rinomato. Da questo, si ricava questa stuzzicante crema spalmabile, sorprendentemente leggera e vellutata, che ben si presta agli abbinamenti più disparati: dalla carne alle verdure, dal pesce ai formaggi o, semplicemente, adagiata su una fetta di pane.
Olio di semi girasole, latte, 30% di aglio di Caraglio, aceto di mele, sale, basilico Una volta aperta conservare in frigo e consumare entro 10 giorni.
Caraglio, alle pendici della valle, è la patria di un aglio rinomato. Da questo, si ricava questa stuzzicante crema spalmabile, sorprendentemente leggera e vellutata, che ben si presta agli abbinamenti più disparati: dalla carne alle verdure, dal pesce ai formaggi o, semplicemente, adagiata su una fetta di pane. In questa variante, con un interessante twist affumicato.
Olio di semi di girasole, latte, 30% aglio di Caraglio, aceto di mele, sale, basilico.
Cioccolato e nocciole. What else? Due prodotti iconici della tradizione dolce piemontese, uniti in una crema spalmabile letteralmente da leccarsi i baffi con il 50% di nocciole Piemonte IGP.
Senza glutine
Ingredienti: Nocciole Piemonte IGP 50%, saccarosio, fibra vegetale (inulina), cacao in polvere, latte magro in polvere. Emulsionante: lecitina di soia.
I cioccolatini (o cioccolatoni, viste le dimensioni...) per eccellenza: opulenti, golosi, morbidi, dal cuore che sorprende sempre. Dal classico rhum della versione originale, al Genepy, al Cointreau, alla grappa... Dolcezza e brio in un boccone.
Cioccolato fondente BIO (fave di cacao biologiche, zucchero di canna biologico, burro di cacao biologico, estratto di vaniglia biologica; Emulsionante: lecitina di SOIA), zucchero latte intero, uova da galline allevate a terra con mangimi biologici, amido di riso, amido di mais.
alcolato di rum (acqua, alcool, aromi, distillato di canna 15 % sul prodotto finito), rum agricolo originale (5 % sul prodotto finito).
Genepy originale (15 % sul prodotto finito).
grappa di vino Barolo (15 % sul prodotto finito).
Cointreau® originale (15 % sul prodotto finito). L’assortimento proposto può variare in base alla produzione ed alla stagionalità. Può contenere tracce di frutta a guscio e glutine. Prodotto soggetto a calo peso naturale. Conservare in luogo fresco ed asciutto (+14/20°C), lontano da odori e fonti di calore.
Il tipico antipasto piemontese, con un tocco in più: il tonno. Deliziose verdure in salsa di pomodoro, tonno, uova sode; perfetto da solo, come contorno o sul pane.
verdure in porzioni variabili, tonno, polpa di pomodoro, aceto di mele, olio extra vergine di oliva, sale, zucchero, spezie. Tenere in luogo fresco ed asciutto, lontano da fonti di calore e dopo l´apetura conservare in frigo.
Un pesce di mare in una regione... senza mare? Le acciughe sono ormai parte della storia e della tradizione culinarie piemontesi da molto tempo. I mercanti che dovevano svalicare per recarsi nei porti liguri, per reperire merci di vario tipo, usavano questi piccoli e deliziosi pesciolini per nascondere i carichi di prezioso sale, su cui, altrimenti, avrebbero pagato costose tasse. Ecco, dunque, che le acciughe sono entrate nelle case dei piemontesi, per non abbandonarle mai più.
Conservare in frigorifero dopo l'apertura.